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Song of Solomon 2

Nuova Riveduta 2006

1 Io sono la rosa di Saron, il giglio delle valli. 2 Quale un giglio tra le spine, tale è l’amica mia tra le fanciulle. 3 Quale è un melo tra gli alberi del bosco, tale è l’amico mio fra i giovani. Io desidero sedermi alla sua ombra, il suo frutto è dolce al mio palato. 4 Egli mi ha condotta nella casa del convito, l’insegna che stende su di me è amore. 5 Fortificatemi con schiacciate d’uva passa, sostentatemi con mele, perché sono malata d’amore. 6 La sua sinistra sia sotto il mio capo, la sua destra mi abbracci! 7 Figlie di Gerusalemme, io vi scongiuro per le gazzelle, per le cerve dei campi: non svegliate, non svegliate l’amore mio, finché lei non lo desideri! 8 Ecco la voce del mio amico! Eccolo che viene, saltando per i monti, balzando per i colli. 9 L’amico mio è simile a una gazzella, o a un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro e guarda per la finestra, lancia occhiate attraverso le persiane. 10 Il mio amico parla e mi dice: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, 11 poiché ecco, l’inverno è passato, il tempo delle piogge è finito, se n’è andato; 12 i fiori spuntano sulla terra, il tempo del canto è giunto e la voce della tortora si fa udire nella nostra campagna. 13 Il fico ha messo i suoi frutti, le viti fiorite esalano il loro profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni». 14 Mia colomba, che stai nelle fessure delle rocce, nel nascondiglio delle balze, mostrami il tuo viso, fammi udire la tua voce; poiché la tua voce è soave e il tuo viso è bello. 15 Prendeteci le volpi, le volpicine che guastano le vigne, poiché le nostre vigne sono in fiore! 16 Il mio amico è mio e io sono sua: di lui, che pastura il gregge fra i gigli. 17 Prima che spiri la brezza del giorno e che le ombre fuggano, torna, amico mio, come la gazzella o il cerbiatto sui monti che ci separano!