1.Mose 47 | 聖經當代譯本修訂版 Nuova Riveduta 2006

1.Mose 47 | 聖經當代譯本修訂版

雅各全家定居埃及

1 約瑟來到法老面前,對他說:「我父親和我的弟兄們已經帶著他們的羊群、牛群和所有的一切從迦南來了,現在就在歌珊。」 2 約瑟從弟兄中帶了五個人去見法老。 3 法老問他們:「你們做什麼工作?」他們回答說:「僕人們祖祖輩輩都是牧羊的。 4 迦南的饑荒很嚴重,羊群沒有草吃,所以我們到這裡來寄居,求你准許僕人們住在歌珊。」 5 法老對約瑟說:「你父親和弟兄們都來了, 6 整個埃及就在你面前,儘管安排他們住在國中最好的地方。他們可以住在歌珊。如果你知道他們中間有能幹的人,可以派他們看管我的牲畜。」 7 約瑟又帶父親雅各去見法老,雅各就為法老祝福。 8 法老問雅各:「你多大歲數了?」 9 雅各回答說:「我在世上寄居一百三十年了,我的日子又苦又短,不像我祖先那樣高壽。」 10 雅各為法老祝福後,就告退了。 11 約瑟遵照法老之命把埃及最好的地方——蘭塞境內的土地給他父親和弟兄們居住,作他們的產業。 12 約瑟按各家人口提供糧食給父親、弟兄及其他家人。

饑荒

13 饑荒很嚴重,到處都缺糧,埃及和迦南都飽受饑荒之苦。 14 約瑟把埃及人和迦南人向他買糧的銀子收集起來,存放在法老的庫房裡。 15 埃及人和迦南人的銀子都用光了,埃及人就來見約瑟,對他說:「我們的錢財都用光了,求你給我們糧食,免得我們餓死在你面前。」 16 約瑟說:「你們的錢財如果用盡了,可以用你們的牲畜來交換糧食。」 17 於是,他們把牲畜趕到約瑟那裡,用他們的牛、羊、驢和馬跟約瑟換糧食。那一年,他們就依靠換來的糧食生活。 18 到了第二年,他們又來見約瑟,對他說:「不瞞我主,我們的錢都用光了,牲畜也給你了,除了我們自己和田地以外,我們一無所有。 19 求你不要讓我們人死地荒。我們願意用自己和我們的田地來換糧食,我們和我們的田地都歸法老。求你給我們種子,我們好活下去,不致餓死,土地也不致荒廢。」 20 埃及人為饑荒所迫,紛紛賣掉自己的田地。約瑟替法老收購了埃及全國的田地,最後,所有的田地都歸法老了。 21 約瑟使埃及全境的人都成為法老的奴僕。 22 約瑟唯獨沒有買祭司的田地,因為祭司吃法老的俸祿,有足夠的供給,不用賣地。 23 約瑟對百姓說:「我為法老買了你們和你們的土地,這裡有種子,你們可以拿去耕種。 24 但是你們要把收成的五分之一給法老,其餘的,你們可以留下來作種子和全家人的口糧。」 25 他們說:「你救了我們的命,求你恩待我們,讓我們做法老的奴僕吧。」 26 於是,約瑟立下一條法令,到今天還有效,就是埃及出產的五分之一歸給法老。只有祭司的田地不歸法老。 27 以色列人住在埃及的歌珊,在那裡獲得了產業,人口興旺。 28 雅各在埃及住了十七年,他一共活了一百四十七歲。 29 他快要離世的時候,把兒子約瑟叫來,說:「你如果恩待我,請你把手放在我大腿底下起誓,你會以慈愛和信實待我,不把我葬在埃及。 30 我與祖先同眠後,你要把我帶出埃及安葬在我祖先的身邊。」約瑟說:「我必照你說的做。」 31 雅各要約瑟起誓,約瑟照做了。於是,以色列在床頭*敬拜上帝。

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Nuova Riveduta 2006

La famiglia di Giacobbe stabilita nel paese di Goscen

1 Giuseppe andò a informare il faraone e gli disse: «Mio padre e i miei fratelli, con le loro greggi, con i loro armenti e con tutto quello che hanno, sono venuti dal paese di Canaan; ecco, sono nella terra di Goscen». 2 Poi prese cinque uomini tra i suoi fratelli e li presentò al faraone. 3 Il faraone disse ai fratelli di Giuseppe: «Qual è la vostra occupazione?» Essi risposero al faraone: «I tuoi servi sono pastori, come lo furono i nostri padri». 4 Poi dissero al faraone: «Siamo venuti ad abitare in questo paese, perché nel paese di Canaan non ci sono pascoli per le greggi dei tuoi servi; poiché la carestia è grave, permetti ora che i tuoi servi abitino nella terra di Goscen». 5 Il faraone parlò a Giuseppe dicendo: «Tuo padre e i tuoi fratelli sono venuti da te; 6 il paese d’Egitto sta davanti a te. Fa’ abitare tuo padre e i tuoi fratelli nella parte migliore del paese; risiedano pure nella terra di Goscen. Se conosci tra di loro degli uomini capaci, falli sovraintendenti del mio bestiame». 7 Poi Giuseppe fece venire Giacobbe, suo padre, dal faraone e glielo presentò. E Giacobbe benedisse il faraone. 8 Il faraone disse a Giacobbe: «Quanti sono gli anni della tua vita?» 9 Giacobbe rispose al faraone: «Gli anni della mia vita nomade sono centotrenta. I miei anni sono stati pochi e travagliati e non hanno raggiunto il numero degli anni dei miei padri, al tempo della loro vita nomade». 10 Giacobbe benedisse ancora il faraone e si ritirò dalla sua presenza. 11 Giuseppe fece abitare suo padre e i suoi fratelli, diede loro una proprietà nel paese d’Egitto, nella parte migliore del paese, nel territorio di Ramses, come il faraone aveva ordinato. 12 Giuseppe fornì pane a suo padre, ai suoi fratelli e a tutta la famiglia di suo padre, secondo il numero dei figli. 13 In tutto il paese non c’era pane, perché la carestia era gravissima; il paese d’Egitto e il paese di Canaan soffrivano a causa della carestia. 14 Giuseppe raccolse tutto il denaro che si trovava nel paese d’Egitto e nel paese di Canaan, come prezzo del grano che si comprava; Giuseppe portò questo denaro nella casa del faraone. 15 Quando il denaro fu esaurito nel paese d’Egitto e nel paese di Canaan, tutti gli Egiziani vennero da Giuseppe e dissero: «Dacci del pane! Perché dovremmo morire in tua presenza? Infatti il denaro è finito». 16 Giuseppe disse: «Se non avete più denaro, date il vostro bestiame e io vi darò del pane in cambio del vostro bestiame». 17 Quelli condussero a Giuseppe il loro bestiame e Giuseppe diede loro del pane in cambio dei loro cavalli, delle loro greggi di pecore, delle loro mandrie di buoi e dei loro asini. Così fornì loro del pane quell’anno, in cambio di tutto il loro bestiame. 18 Passato quell’anno, tornarono da lui l’anno seguente e gli dissero: «Noi non nasconderemo al mio signore che il denaro è esaurito e le mandrie del nostro bestiame sono passate al mio signore. Non resta più nulla che il mio signore possa prendere, tranne i nostri corpi e le nostre terre. 19 Perché dovremmo morire sotto i tuoi occhi, noi e le nostre terre? Compra noi e le nostre terre in cambio del pane; noi con le nostre terre saremo schiavi del faraone. Dacci della semenza perché possiamo vivere e non morire, e il suolo non diventi un deserto». 20 Così Giuseppe comprò per il faraone tutte le terre d’Egitto; infatti gli Egiziani vendettero ognuno il proprio campo, perché la carestia li colpiva gravemente. Così il paese diventò proprietà del faraone. 21 Quanto al popolo, lo trasferì nelle città, da un capo all’altro dell’Egitto. 22 Solo le terre dei sacerdoti non acquistò, perché i sacerdoti ricevevano un’assegnazione stabilita per loro dal faraone e mangiavano grazie all’assegnazione fatta dal faraone; per questo essi non vendettero le loro terre. 23 Giuseppe disse al popolo: «Ecco, oggi ho acquistato voi e le vostre terre per il faraone. Eccovi del seme; seminate la terra. 24 Al tempo della raccolta, ne darete il quinto al faraone; quattro parti saranno vostre, per seminare i campi e per nutrirvi con quelli che sono in casa vostra e con i vostri bambini». 25 Quelli dissero: «Tu ci hai salvato la vita! Ci sia dato di trovare grazia agli occhi del nostro signore e saremo schiavi del faraone!» 26 Giuseppe ne fece una legge, che dura fino al giorno d’oggi, secondo la quale un quinto del reddito delle terre d’Egitto era per il faraone. Soltanto le terre dei sacerdoti non diventarono del faraone. 27 Così gli Israeliti abitarono nel paese d’Egitto, nella terra di Goscen; ebbero delle proprietà, furono fecondi e si moltiplicarono oltremodo. 28 Giacobbe visse nel paese d’Egitto diciassette anni; la durata della vita di Giacobbe fu di centoquarantasette anni. 29 Quando Israele s’avvicinò al giorno della sua morte, chiamò suo figlio Giuseppe e gli disse: «Ti prego, se ho trovato grazia agli occhi tuoi, mettimi la tua mano sotto la coscia e usami bontà e fedeltà; non seppellirmi in Egitto! 30 Ma, quando giacerò con i miei padri, portami fuori d’Egitto e seppelliscimi nella loro tomba!» 31 Egli rispose: «Farò come tu dici». Giacobbe disse: «Giuramelo». Giuseppe glielo giurò. Israele, rivolto al capo del letto, adorò.