Jeremia 37 | 圣经当代译本修订版 Nuova Riveduta 2006

Jeremia 37 | 圣经当代译本修订版

西底迦求耶利米代祷

1 巴比伦王尼布甲尼撒立约西亚的儿子西底迦代替约雅敬的儿子哥尼雅做犹大王。 2 西底迦和他的臣仆及人民却没有听从耶和华借耶利米先知说的话。 3 西底迦王派示利米雅的儿子犹甲和玛西雅的儿子祭司西番雅来对耶利米先知说:“求你为我们向我们的上帝耶和华祷告。” 4 当时,耶利米还可以自由来往,没有被他们囚在狱中。 5 那时,法老的军队已从埃及出发,正在围攻耶路撒冷的迦勒底人听见消息就退兵了。 6 耶和华对耶利米先知说: 7 “这是以色列的上帝耶和华的话,‘犹大王派你们来求问我,你们告诉他,前来支援你们的法老军队必中途返回埃及, 8 而迦勒底人必卷土重来,攻占这城,将它付之一炬。 9 耶和华说,你们不要自欺,以为迦勒底人必撤军。其实他们不会撤军。 10 即使你们能打败迦勒底全军,他们营中受伤的残兵也必起来烧毁这城。’” 11 当迦勒底人因害怕法老的军队而撤军的时候, 12 耶利米起身离开耶路撒冷,前往便雅悯境内去接收他在同族中应得的地业。 13 当耶利米先知来到便雅悯门时,哈拿尼亚的孙子、示利米雅的儿子守门官伊利雅逮捕了他,说:“你想去投奔迦勒底人!” 14 耶利米说:“不,我不是去投奔迦勒底人。”但伊利雅不信,把他押到众官长那里。 15 官长们大怒,命人鞭打耶利米,把他囚禁在书记约拿单的房子里,因为他们已把这房子改作监牢。 16 耶利米被囚禁在地牢中许多天。 17 后来,西底迦王派人把他带到自己的宫中,私下问他:“耶和华有什么话给你吗?”耶利米说:“有,你要被交在巴比伦王手中。” 18 耶利米又问他:“我在什么事上得罪了你、你的臣仆或人民,以致你们把我囚在监牢中? 19 那些曾向你们预言‘巴比伦王绝不会来这里攻打你们’的先知如今在哪里呢? 20 现在,我主我王啊,请听我说!求你不要把我送回书记约拿单的房子,免得我死在那里。” 21 于是,西底迦王下令把耶利米囚在护卫兵的院子里,派人每天从饼铺取一个饼给他,直到城中绝粮。耶利米就这样住在护卫兵的院子里。

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Nuova Riveduta 2006

Annuncio del ritorno e della vittoria dei Caldei

1 Il re Sedechia, figlio di Giosia, regnò al posto di Conia, figlio di Ioiachim, e fu costituito re nel paese di Giuda da Nabucodonosor, re di Babilonia. 2 Ma né egli, né i suoi servitori, né il popolo del paese diedero ascolto alle parole che il Signore aveva pronunciate per mezzo del profeta Geremia. 3 Il re Sedechia mandò Ieucal, figlio di Selemia, e Sofonia, figlio di Maaseia, il sacerdote, dal profeta Geremia per dirgli: «Prega per noi il Signore, nostro Dio». 4 Geremia andava e veniva in mezzo al popolo e non era ancora stato messo in prigione. 5 L’esercito del faraone era uscito d’Egitto; e quando i Caldei che assediavano Gerusalemme ne ebbero la notizia, tolsero l’assedio a Gerusalemme. 6 Allora la parola del Signore fu rivolta al profeta Geremia in questi termini: 7 «Così parla il Signore, Dio d’Israele: “Dite così al re di Giuda che vi ha mandati da me per consultarmi: Ecco, l’esercito del faraone, che era uscito in vostro soccorso, è tornato nel suo paese, in Egitto; 8 i Caldei torneranno e combatteranno contro questa città, la conquisteranno e la daranno alle fiamme”. 9 Così parla il Signore: “Non ingannate voi stessi dicendo: ‘Certo, i Caldei se ne andranno da noi’; perché non se ne andranno. 10 Anzi, anche se voi sconfiggeste tutto l’esercito dei Caldei che combatte contro di voi e non ne rimanessero che degli uomini feriti, questi si alzerebbero, ciascuno dalla sua tenda, e darebbero questa città alle fiamme”».

Geremia in prigione

11 Quando l’esercito dei Caldei si fu ritirato davanti a Gerusalemme a causa dell’esercito del faraone, 12 Geremia uscì da Gerusalemme per andare nel paese di Beniamino e ricevervi la sua porzione in mezzo al popolo. 13 Ma quando fu alla porta di Beniamino, c’era là un capitano della guardia di nome Ireia, figlio di Selemia, figlio di Anania, il quale arrestò il profeta Geremia, dicendo: «Tu vai ad arrenderti ai Caldei». 14 Geremia rispose: «È falso! Io non vado ad arrendermi ai Caldei», ma l’altro non gli diede ascolto; arrestò Geremia e lo condusse dai capi. 15 I capi si adirarono contro Geremia, lo percossero e lo misero in prigione nella casa di Gionatan, il segretario; perché di quella avevano fatto un carcere. 16 Quando Geremia fu entrato nella prigione sotterranea fra le segrete e vi fu rimasto molti giorni, 17 il re Sedechia lo mandò a prendere, lo interrogò in casa sua, di nascosto, e gli disse: «C’è qualche parola da parte del Signore?» Geremia rispose: «Sì, c’è»; e aggiunse: «Tu sarai dato in mano al re di Babilonia». 18 Geremia disse inoltre al re Sedechia: «Che male ho commesso contro di te o contro i tuoi servitori o contro questo popolo, perché mi abbiate messo in prigione? 19 Dove sono ora i vostri profeti che vi profetizzavano, dicendo: “Il re di Babilonia non verrà contro di voi né contro questo paese”? 20 Ora ascolta, ti prego, o re, mio signore! La mia supplica giunga ben accolta in tua presenza; non farmi tornare nella casa di Gionatan lo scriba, altrimenti vi morirò». 21 Allora il re Sedechia ordinò che Geremia fosse custodito nel cortile della prigione e gli fosse dato tutti i giorni un pane dalla via dei fornai, finché tutto il pane della città fosse consumato. Così Geremia rimase nel cortile della prigione.