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La Parola è Vita

"Paolo, Paolo, perché mi perseguiti?"

1 Intanto [a Gerusalemme], Paolo, con intenzioni minacciose nei confronti dei discepoli del Signore, si presento al sommo sacerdote
2 per chiedergli delle lettere per le sinagoghe di Damasco, che lo autorizzassero ad arrestare tutti i credenti che vi avesse trovato, sia uomini che donne, per portarli in catene a Gerusalemme.
3 Durante il viaggio, quando era ormai vicino a Damasco, improvvisamente una luce dal cielo gli baleno davanti.
4 Paolo cadde a terra e udì una voce che gli diceva: "Paolo, Paolo, perché mi perseguiti?"
5 "Chi sei, Signore?" chiese Paolo. E la voce rispose: "Sono Gesù, quello che stai perseguitando!
6 Ora alzati e va' in città; là c'è qualcuno che ti dirà cosa devi fare".
7 Gli uomini che erano con Paolo rimasero senza parole per la sorpresa, perché sentivano bene la voce, ma non vedevano nessuno.
8 Paolo si alzo da terra ma, aperti gli occhi, s'accorse d'essere cieco. Allora fu portato per mano a Damasco,
9 dove rimase tre giorni completamente cieco, senza mangiare né bere.
10 In quel periodo viveva a Damasco un discepolo, un certo Ananìa. Durante una visione, il Signore lo chiamo: "Ananìa!"Eccomi, Signore!" rispose lui.
11 "Alzati e vai nella strada chiamata Diritta", proseguì il Signore, "troverai la casa di un certo Giuda. Chiedi di Paolo di Tarso, che sta pregando proprio ora,
12 perché gli ho mostrato in visione un uomo di nome Ananìa che va ad imporgli le mani per fargli recuperare la vista!"
13 "Ma Signore", obietto Ananìa, "ho sentito raccontare da molti quanto male abbia fatto quest'uomo ai credenti di Gerusalemme!
14 È stato autorizzato dai capi sacerdoti ad arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome anche qui!"
15 Ma il Signore ordino: "Vai, perché Paolo è lo strumento che ho scelto per portare il messaggio del vangelo agli stranieri, ai re e al popolo d'Israele.
16 Gli faro vedere quanto dovrà soffrire per amor mio!"
17 Così Ananìa ando e, entrato nella casa che il Signore gli aveva indicato, trovo Paolo e pose le mani su lui, dicendo: "Fratello Paolo, il Signore Gesù, che ti è apparso per strada, mi ha mandato da te, perché tu possa recuperare la vista e sia pieno di Spirito Santo!"
18 In quel momento fu come se delle scaglie cadessero dagli occhi di Paolo, che all'istante recupero la vista. Subito dopo, Paolo si fece battezzare e,
19 dopo aver mangiato, riacquisto le forze. Rimase poi alcuni giorni a Damasco con i credenti,
20 e subito si mise a predicare nelle sinagoghe che Gesù è il Figlio di Dio.
21 Tutti quelli che l'udivano restavano sbalorditi, ed esclamavano: "Ma non è questo l'uomo che a Gerusalemme perseguitava così spietatamente i seguaci di Gesù e che venne qui per arrestare tutti i cristiani e portarli in catene dai capi sacerdoti?"
22 La potenza delle predicazioni di Paolo aumentava sempre più e confondeva i Giudei di Damasco, dimostrando loro che Gesù è il Cristo.
23 Trascorsi molti giorni, i capi giudei si misero d'accordo per ucciderlo,
24 ma Paolo fu informato del loro piano. Per riuscire ad ammazzarlo, i Giudei facevano perfino la guardia alle porte della città giorno e notte.
25 Ma una notte alcuni credenti misero Paolo in una cesta e lo calarono giù dal muro di cinta.
26 Giunto a Gerusalemme, Paolo cercava di unirsi ai discepoli di Gesù, ma tutti avevano paura di lui, perché non potevano credere che fosse davvero convertito.
27 Allora Bàrnaba lo condusse dagli apostoli e racconto loro dell'incontro di Paolo col Signore per la via, quello che il Signore gli aveva detto e come a Damasco avesse predicato con coraggio nel nome di Gesù.
28 Da allora Paolo fu accolto fra di loro; andava e veniva con i credenti a Gerusalemme, e predicava apertamente nel nome del Signore Gesù.
29 Parlava e discuteva con gli Ebrei di lingua greca, ma costoro tentarono d'ucciderlo.
30 Quando gli altri credenti seppero del complotto, condussero Paolo a Cesarèa, e da lì lo rimandarono a casa sua, a Tarso.
31 La chiesa allora viveva in pace e nel timore del Signore in tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa, e con l'aiuto dello Spirito Santo maturava e si moltiplicava.

Due miracolistraordinari

32 Mentre Pietro visitava i credenti, viaggiando da un posto all'altro, giunse anche presso i fedeli della città di Lidda.
33 Qui incontro un certo Enea, che da otto anni era paralizzato a letto.
34 Pietro gli disse: "Enea, Gesù Cristo ti guarisce! Alzati e rifatti il letto!" Subito l'uomo si alzo.
35 Vedendo Enea camminare, tutti gli abitanti di Lidda e di Saron si convertirono al Signore.
36 Nella città di Giaffa c'era una credente di nome Tabìta (che significa Gazzella), che non si risparmiava nel compiere buone opere, specialmente verso i poveri.
37 Proprio in quel periodo Tabìta s'ammalo e morì. Il suo corpo fu lavato e messo in una stanza del piano di sopra.
38 Siccome Giaffa era poco lontana da Lidda, quando i credenti di Giaffa vennero a sapere che Pietro era a Lidda, mandarono due uomini a chiedergli di andare subito da loro.
39 Pietro li seguì. Non appena arrivo, lo portarono di sopra, dove giaceva Tabìta. La camera era piena di vedove che, piangendo, mostrarono a Pietro i mantelli e gli altri indumenti che la donna aveva fatto quando era ancora viva.
40 Allora Pietro fece uscire tutti dalla stanza; poi si inginocchio e prego. Rivolgendosi al corpo senza vita, disse: "Alzati, Tabìta!" A queste parole la donna aprì gli occhi e, quando vide Pietro, si mise a sedere.
41 L'apostolo le diede la mano e l'aiuto ad alzarsi, poi chiamo gli altri credenti e le vedove, a cui la presento viva e vegeta.
42 La notizia si sparse per tutta Giaffa, e molti credettero nel Signore.
43 Pietro rimase a Giaffa per parecchi giorni, in casa di un certo Simone che lavorava il cuoio.
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