Schließen
BibleServer is a donation based project by ERF Medien. 25 € will help us to secure next years funding.
Aiuto

La Parola è Vita

Verso Roma

1 Quando finalmente fu decisa la nostra partenza per l'Italia, Paolo ed altri detenuti furono consegnati a un certo Giulio, centurione della guardia imperiale.
2 Salimmo a bordo di una nave di Adramitto, che doveva fare diversi scali lungo la costa dell'Asia, e prendemmo il mare. C'era con noi anche Aristarco, un Greco di Tessalonica.
3 Il giorno dopo, arrivammo a Sidone dove Giulio, che era molto gentile con Paolo, gli permise di andar a trovare i suoi amici e di accettare la loro ospitalità.
4 Partiti da Sidone, a causa dei venti contrari, navigammo al riparo dell'isola di Cipro
5 e poi attraversammo il mare della Cilicia e della Panfilia. Così arrivammo a Mira di Licia.
6 Fu là che il centurione trovo una nave egiziana di Alessandria in partenza per l'Italia, e su quella ci fece imbarcare.
7 Dopo aver navigato lentamente per molti giorni, arrivammo, con una certa difficoltà, in vista della città di Cnido. I venti, pero, non ci erano favorevoli, e non fu possibile andare avanti, percio navigammo al riparo dell'isola di Creta in direzione di capo Salmone.
8 Dopo averlo superato con grande difficoltà, giungemmo in una certa località detta "Beiporti", vicino alla città di Lasèa.
9 Erano già trascorsi parecchi giorni e il tempo non era più favorevole ai lunghi viaggi, poiché eravamo già in autunno. Allora Paolo fece notare:
10 "Mi sembra che proseguire il viaggio di questa stagione sia molto pericoloso, non solo per la nave col suo carico, ma anche per tutti noi!"
11 Ma il centurione Giulio aveva più fiducia nel parere del timoniere e del proprietario della nave, che nelle parole di Paolo.
12 Siccome Beiporti non era certo il posto più adatto per trascorrervi l'inverno, la maggioranza fu del parere di continuare la rotta, per raggiungere possibilmente Fenice, porto di Creta, dove poter trascorrere l'inverno. Fenice si presentava adatta, essendo esposta soltanto a nord ovest e a sud ovest.
13 Proprio allora si era levato un leggero vento del sud. Sembrava davvero il giorno perfetto per la partenza. Così, alzate le ancore, ripresero a navigare, tenendosi sempre vicino all'isola di Creta.
14 Eravamo partiti da poco quando, improvvisamente, il tempo cambio e si scateno da nord-est sull'isola un vento di grande violenza.
15 La nave fu travolta dalla bufera e così, non riuscendo a resistere al vento, ci lasciammo andare alla deriva.
16 Passammo rapidamente dietro l'isoletta di Clauda e a stento riuscimmo a prendere la scialuppa di salvataggio,
17 che venne tirata a bordo, e con gli attrezzi cominciammo a passare corde intorno alla nave allo scopo di renderla più solida. Per paura di finire sulle coste africane, calammo le vele, e così fummo completamente in balia del vento.
18 Il giorno dopo, siccome la situazione peggiorava, l'equipaggio comincio a gettare il carico a mare.
19 Il terzo giorno, furono gettate via anche le attrezzature della nave.
20 Per molti giorni non riuscimmo a vedere né sole né stelle, e la terribile tempesta continuava ad infuriare su di noi. Avevamo perduto ormai ogni speranza di salvarci.
21 Nessuno aveva mangiato da molto tempo. Finalmente Paolo si alzo fra i compagni di viaggio e disse: "Amici, avreste dovuto darmi ascolto e non partire da Creta; si sarebbe evitato questo danno e questa perdita!
22 Ma, coraggio! Nessuno di voi morirà, soltanto la nave andrà perduta!
23 "Questa notte, un angelo di Dio che io servo e al quale appartengo, mi è apparso
24 e mi ha detto: "Non avere paura, Paolo! Tu dovrai essere processato davanti a Cesare! Ed ecco, Dio salverà anche tutti quelli che navigano con te".
25 Percio, fatevi coraggio! Ho fiducia in Dio che accadrà come mi è stato detto!
26 Sbarcheremo su qualche isola".
27 Verso la mezzanotte della quattordicesima notte di tempesta, sbattuti qua e là in mezzo al mare, i marinai ebbero l'impressione che la terra fosse vicina.
28 Gettarono lo scandaglio e rilevarono circa quaranta metri di profondità. Un po' più avanti, scandagliando di nuovo, misurarono circa trenta metri.
29 Temendo di finire sugli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando ansiosi che facesse giorno.
30 Alcuni marinai, pero, pensarono di abbandonare la nave e calarono in mare la scialuppa di salvataggio, col pretesto di gettare le ancore da prua.
31 Allora Paolo disse ai soldati e al centurione: "Se i marinai abbandonano la nave, morirete tutti!"
32 Percio i soldati tagliarono le corde che sostenevano la scialuppa e la lasciarono andare.
33 Mentre si aspettava che facesse giorno, Paolo insisteva perché tutti mangiassero: "Sono due settimane che non toccate cibo", diceva,
34 "mangiate qualcosa. Dovete farlo se volete salvarvi! Perché nessuno di voi ci rimetterà neppure un capello!"
35 Poi prese del pane, ringrazio Dio alla presenza di tutti, lo spezzo e comincio a mangiare.
36 Allora tutti si fecero coraggio e cominciarono a mangiare.
37 A bordo eravamo in tutto duecentosettantasei.
38 Dopo aver mangiato, l'equipaggio decise di alleggerire ulteriormente la nave, e getto il frumento in mare.

Naufragio

39 Quando si fece giorno, i marinai non riconobbero la costa, ma videro una baia che aveva una spiaggia sulla quale decisero di spingere la nave, se fosse stato possibile.
40 Staccarono le ancore, abbandonandole in mare, poi sciolsero i legami dei timoni e, alzata al vento una vela, puntarono verso la riva.
41 Finirono invece su una lingua di terra, circondata dal mare, e la nave s'incaglio. La prua della nave che si era incastrata sul fondo, restava immobile, mentre la poppa si sfasciava sotto la violenza del mare.
42 I soldati volevano uccidere i prigionieri, perché nessuno scappasse a nuoto,
43 ma il centurione, che voleva salvare Paolo, lo proibì e ordino che tutti quelli che sapevano nuotare si gettassero in acqua,
44 e che gli altri si salvassero, aggrappandosi alle tavole e ai relitti della nave. Fu così che tutti giunsero a terra sani e salvi.
© 2016 ERF Medien